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Il canto degli spiriti sull’acqua

 

Il Signore vide la grande malvagità degli uomini rivolti solo al male e pentitosi di aver creato l’uomo, decise di sterminare ogni essere vivente; ma Noé trovò grazia presso il Signore che gli ordinò di costruire un’arca e di imbarcarvi oltre alla sua famiglia anche una coppia di animali per ogni genere in modo da conservarne la razza. Dopo oltre quaranta giorni di diluvio, Noè mandò più volte in avanscoperta due uccelli per sapere se le acque si fossero ritirate: prima un corvo, poi una colomba; inviata una seconda volta, la colomba ritornò tenendo nel becco un ramoscello segno che le acque si erano prosciugate. Aspettò altri sette giorni e tornò ad inviare la colomba che non rientrò più; allora Noé aprì l’arca ed edificato un altare, riconoscente offrì olocausti al Signore.
Tema mitico assai diffuso, secondo il quale l’umanità e la terra stessa vengono distrutte da un diluvio scatenato dalla divinità offesa; e, a seguito di tale cataclisma, i superstiti danno inizio ad una umanità rinnovata

Antico Testamento Libro della Genesi 6-8

Simile all'acqua è l'anima dell'uomo.

Viene dal cielo, risale al cielo,

di nuovo scendere deve alla terra,

in perpetua vicenda.

..Ma dolce amante dell'onda è il vento;

e talvolta dal fondo flutti spumanti suscita.

O anima dell'uomo come all'acqua somigli!

O destino dell'uomo come somigli al vento."

Goethe Il canto degli spiriti sull’acqua

Pubblicato il 1/11/2007 alle 22.45 nella rubrica Diario.

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