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Vademecum dell'Emigrante.....corsi e ricorsi...

Oggi, in ufficio mentre cercavo  inutilmente di mettere in ordine i cassetti della scrivania ho trovato dimenticato da chissà quando un opuscolo, una nuova edizione del “vademecum dell’Emigrante – in paesi di lingua tedesca “ prezzo centesimi 25 – gratis agli emigranti della Valle Brembana, fatto a Bergamo nel 1911 e riproposto nel 2003 dal Ministero per gli Italiani nel Mondo.Ne trascrivo qualche stralcio perché mi ha colpito molto e anche ..si ..commossa… e mi ha portata in un mondo lontano, un po’ struggente, un mondo fatto di sofferenza, di speranze, illusione, di valige di cartone….

 Volete Emigrare?

Prima di decidervi pensateci bene e non vi fate delle illusioni.
Colui che trova del lavoro nel suo paese, non vada all'estero: meglio due in casa propria che quattro in casa d'altri.
Non decidetevi alla partenza, se non avete la sicurezza di trovar lavoro; se non avete qualche conoscenza della lingua del paese ove andrete; se non avete compiuto quattordici anni almeno.
Ma soprattutto: Non decidetevi a partire se non siete sicuri di avere, oltre i danari del viaggio, qualche altro soldo di scorta, per non trovarvi a chiedere la elemosina”.

 Accanto agli utili consigli per il viaggio (che, nel 1911, era certamente un'impresa da pionieri), su come confezionare i bagagli e circa il comportamento da assumere alla dogana, ecco una raccomandazione: .
Non lasciate la patria vostra senza benedirla. Se anche è povera e se perciò dovete cercare pane e lavoro in paese straniero, lontano dal vostro villaggio e dai vostri cari, amatela egualmente, fortemente. Chi rinnega la mamma sua soltanto perché è povera e non ha pane da dargli? Amatela la vostra patria, che custodisce le ceneri dei vostri vecchi e dei vostri cari, per le sue glorie, per le sue miserie, per il suo avvenire che sarà grande e luminoso ancora.

Non dimenticate mai che siete in paese straniero e che dovete rispettarne non solo le leggi, ma anche gli usi e le abitudini, astenendovi dal prendere parte alle lotte locali o alle dimostrazioni politiche. Siate ospiti e non cittadini. Con gli operai stranieri siate fratelli più che compagni; e partecipando a scioperi, necessari quando non si può diversamente farsi dar ragione, siate gregari fedeli, non mai istigatori o promotori. Fate economia, ma con giudizio, così da non lesinar troppo nel nutrimento, come da non consumar denaro nei vizii e nel giuoco. Siate soprattutto puliti nel corpo e nel vestito: una mano callosa e ruvida fa onore;.

Ricordatevi sempre che le parole insultanti che rivolgono gli stranieri a voi, perché italiani, sono frutto d'invidia! Sappiate che il lavoro italiano, come ha creata la ricchezza dell'america meridionale, ha compiute le più grandi, le più meravigliose costruzioni d'Europa. E' con vero orgoglio che dovete e potete dire ovunque: sono italiano! Perché non è il denaro soltanto che fa grandi le nazioni ed i popoli, ma anche l'ingegno, la virtù e il lavoro

Pubblicato il 22/1/2008 alle 23.43 nella rubrica Diario.

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