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La prof di italiano

Quando frequentavo il liceo non c’era cosa più noiosa della lezione di italiano..
specialmente quella dove la Prof spiegava la Divina Commedia.
 Quanti sbadigli e quanti sogni e quanti disegnini sul banco e sul diario….
Proprio non mi riusciva di stare attenta….con la prof che cantalinava e non spiegava e tutta era così confuso.
 “Imparate a memoria da pagina 40 a pagina 50”
 Quante nottate a cercar di imparare a memoria strofe per me astruse e senza storia e  niente rimaneva nella mente mia.
Sentendo Benigni stasera.... ho provato una grande rabbia per quella professoressa che non ha saputo o voluto o non ne era capace…cercare di farci capire la bellezza, la profondità, il senso, la poesia, la passione e la dolcezza che Dante ci ha donato.


 Poscia che fummo al quarto dì venuti
Gaddo mi si gettò disteso a' piedi,
e disse: "Padre mio, ché non m'aiuti?".

Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid'io cascar li tre ad uno ad uno
tra il quinto dì e 'l sesto; ond'io mi diedi,

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti
Poscia, più che il dolor, poté il digiuno

(Inferno XXXIII, 67-75)

Pubblicato il 13/2/2008 alle 23.55 nella rubrica poesie.

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